Energia e Green Economy

Il biogas, una fonte rinnovabile green e sostenibile.

Il biogas è una delle fonti alternative maggiormente utilizzate nella produzione di energia rinnovabile. Come funziona? Ne parliamo nell’articolo di oggi.

Che cos’è il biogas?

Il biogas è una miscela di vari tipi di gas, in particolar modo metano(percentuale che varia dal 45 al 70%) e anidride carbonica. Quest’ultimi sono prodotti dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno)di residui organici vegetali e animali. Nella lotta ai cambiamenti climatici, il biogas è stato indicato dalle istituzioni internazionali come una delle principali risorse in grado di garantire l’autonomia energetica. Ciò garantirebbe la riduzione dello stato d’inquinamento dell’aria e dell’effetto serra. I principali vantaggi del biogas possono essere riassunti nei seguenti punti:

  • Fonte di energia pulita e flessibile
  • Genera energia elettrica e calore
  • Garantisce l’autonomia energetica
  • Valorizza scarti e sottoprodotti
Processo di produzione del biogas

Il caso Clean Energy Fuels

Negli Stati Uniti la Clean Energy Fuels, un’azienda che distribuisce gas naturale ricavato dai rifiuti, chiamato biogas, ha trovato un modo per aumentare i suoi utili in breve tempo. Si tratta di un’operazione praticamente “dalla mattina alla sera”, come riportato dal Wall Strett Journal. Il procedimento è stato molto semplice: le è bastato cambiare la fonte del suo combustibile, usato sui mezzi di trasporto in California. Ciò ha portato all’utilizzo del gas prodotto con il letame delle mucche. La legge locale sui biocarburanti assegna sussidi maggiori a questo tipo di biogas. Secondo l’azienda, la sostituzione garantirà utili lordi per settanta milioni di dollari all’anno a partire entro il 2026.

Altre aziende nel biogas

La Clean Energy non è l’unica azienda interessata all’affare. Anche i colossi energetici Bp e TotalEnergies stanno investendo nel gas ricavato dal letame. L’obiettivo è quello di ottenere i vantaggi previsti dalla legge. Altre grandi aziende stanno pensando di ridurre le loro emissioni di anidride carbonica. Ad esempio la Chevron, passando per il colosso del commercio online Amazon. È la conseguenza, in parte imprevista, dei generosi sussidi promessi dallo stato della California, osserva il quotidiano. 

Fino a pochi anni fa il biogas, che equivale al gas naturale tradizionale era un prodotto di nicchia. Il risultato era quello di essere considerato troppo costoso per poter essere sfruttato commercialmente. Adesso invece, c’è la corsa per accaparrarsi il letame: alcune aziende promettono agli allevatori una somma fissa per ogni mucca, un accordo rischioso se i sussidi californiani dovessero essere ridotti o ritirati.

E in Italia?

Gli impianti di biogas in Italia nel 2020 hanno prodotto 1,7 miliardi di metri cubi di biometano e hanno permesso la creazione di circa 12mila posti di lavoro. Secondo il CIB (Consorzio Italiano biogas), nel 2020 sono stati trasformati in biogas il 15% dei reflui zootecnici. Secondo i calcoli del CIB, si potrebbe arrivare ad una produzione del 65% entro il 2030. La produzione di biometano passerebbe da 1,7 miliardi di metri cubi a 6,5 miliardi. Ciò favorirebbe la creazione di 25 mila posti di lavoro e 16 miliardi in gettito per l’erario al 2030.

Da un punto di vista delle emissioni ci sarebbe un duplice effetto: da un lato l’agricoltura italiana ridurrebbe le proprie emissioni di 12,4 milioni di tonnellate di CO2 al 2030 (-32%). A queste andrebbero aggiunte i circa 19 milioni di minori emissioni dovute al mancato utilizzo di fonti energetiche fossili. Un taglio complessivo di oltre 31 milioni di tonnellate pari a quelle generate da 18,5 milioni di automobili, la metà del parco circolante in Italia. Questi dati sono disponibili nel progetto “Farming for Future“.

L’industria del biogas potrebbe dunque essere una valida alternativa alle fonti energetiche tradizionali. L’auspicio è che il biogas possa avere un ruolo cruciale nella transizione energetica, nel processo di decarbonizzazione e nella green and circular economy.

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