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Verso il Quirinale – Giuseppe Saragat

Quirinale giuseppe saragat

In vista della settimana in cui gli occhi saranno puntati sul Quirinale, continua la serie speciale dedicata alle biografie dei Presidenti della Repubblica. Questo articolo è dedicato a Giuseppe Saragat, quinto presidente della storia repubblicana. È stato il primo inquilino del Quirinale proveniente da un partito di sinistra in Italia, molto diverso dunque dal suo predecessore.

Giuseppe Saragat, il socialista

Nato a Torino il 19 settembre 1898, ha partecipato alla Prima Guerra Mondiale per poi laurearsi in Scienze Economiche e Commerciali nel 1920. Si è iscritto al Partito socialista unitario nel 1922 ed è entrato nella direzione del partito nel 1925. Nel 1926, con il consolidarsi del regime fascista, è espatriato in Austria e poi in Francia, ove ha svolto lavori vari.

In prima linea nella neonata Repubblica

Rientrato in Italia nel 1943, è stato arrestato e consegnato alle autorità tedesche. Riuscito ad evadere, ha ripreso l’attività clandestina nel Partito socialista italiano di unità proletaria a Milano. È stato nominato Ministro senza portafoglio nel 1944 (II Governo Bonomi)

È stato eletto deputato alla Costituente (Partito Socialista italiano di unità proletaria), poi presidente dell’Assemblea il 25 giugno 1946, mantenendo il ruolo per soli sei mesi.

Nel gennaio 1947 ha fondato il Partito socialista dei lavoratori italiani (successivamente Partito Socialista democratico italiano) del quale è stato Segretario politico. Ha rassegnato le dimissioni da Presidente dell’Assemblea Costituente ed ha assunto la Segreteria politica del nuovo Partito.

Ha ricoperto molte cariche sia di governo che in Parlamento (eletto Deputato nel 1948, 1953, 1958, 1962). Successivamente, ricopre il ruolo di Vice Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1947 (IV Governo De Gasperi).

È stato nominato Vice Presidente del Consiglio e Ministro della Marina Mercantile nel 1948 (V Governo De Gasperi). Ha rassegnato le dimissioni nel novembre 1949, poi Vice Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1954 (Governo Scelba), nel 1955 (I Governo Segni). È stato nominato Ministro degli esteri nel 1963 (Governo Moro I) e nel 1964 (Governo Moro II).

L’elezione al Quirinale

Si arrivò alle elezioni del Presidente della Repubblica nella fine del 1964, cinque anni prima della fine naturale del precedente settennato, per via delle dimissioni di Segni a causa di problemi di salute.

Come emerso nella seconda parte dell’attività di Segni il vento in Italia stava cambiando e l’asse politico si stava spostando a sinistra. Questo cambiamento si vide anche nelle elezioni del presidente. Già nel 1962 Saragat fu un avversario temibile per Segni grazie al sostegno del PSI (dal secondo scrutinio) e dal PCI (dal terzo scrutinio). Fu fondamentale per il giurista sardo il supporto dei monarchici e del MSI.

Le elezioni del 1964 non sono state semplici. Gli schieramenti sono tutti partiti con nomi di bandiera (Leone per la DC, Terracini come candidato del PCI e Saragat stesso per socialisti e socialdemocratici). La situazione di stallo durò a lungo e Saragat scomparve anche dal radar delle schede compilate dall’ottava votazione alla diciasettesima. Ci fu in mezzo il tentativo del PSI di spingere la candidatura di Pietro Nenni, che trovò il sostegno del PCI ma non quello della DC. Alla diciottesima votazione il parlamento in seduta comune era diviso tra i sostenitori di Nenni e quelli di Saragat. Fu il primo a risolvere lo stallo annunciando il ritiro dalla corsa e il sostegno al rivale socialdemocratico. Il Parlamento in seduta comune l’ha eletto Presidente della Repubblica il 28 dicembre 1964 (al ventunesimo scrutinio con 646 voti su 963) e ha prestato giuramento il giorno successivo.

Il settennato di Saragat

Dal Quirinale, il settennato di Saragat fu segnato dal suo atlantismo che lo mise in disaccordo con il ministro degli esteri Amintore Fanfani suo successore alla Farnesina. Le tendenze filo-arabe di Fanfani furono però gestite dalla prudenza di Aldo Moro e dallo stesso Saragat. Nel corso degli anni non ha rimandato provvedimenti indietro alle camere e ha sempre nominato i Presidenti del Consiglio indicati dalle forze di maggioranza senza necessità di intervenire. Furono gli anni del tentativo di riunificazione socialista (tra PSI e PSDI) durato però solo tre anni.

Saragat dopo il Quirinale

Terminato il suo mandato, divenne di diritto senatore a vita ed ebbe anche l’occasione di ritornare alla guida del suo partito, di cui resse la carica di segretario, tra il marzo e l’ottobre del 1976. Muore l’11 giugno 1988 all’età di 89 anni.

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