Geopolitica

Le reazioni dell’Alleanza Nato

Le reazioni dell’Alleanza Nato si aggiornano con ulteriori sanzioni finanziarie alla Russia per la sua invasione dell’Ucraina.

La Germania annuncia di inviare 1.000 armi anticarro e 500 missili antiaerei Stinger in Ucraina, rompendo il divieto di esportazione di armi letali in zone di guerra. Anche altri paesi hanno annunciato aumenti degli aiuti militari a Kiev.

Una fonte governativa, sottolinea che “alla luce dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina, il governo tedesco è pronto a dare il via libera alle attrezzature di cui il Paese ha urgente bisogno per difendersi”. E dal governo di Olaf Schiolz via libera anche all’invio all’Ucraina di pezzi di artiglieria dall’Estonia. Lo scrive la Dpa.

A seguito dell’impegno tedesco, arriva la notizia che il Belgio fornirà all’Ucraina 2mila mitragliatrici e 3.800 tonnellate di carburante per i mezzi dell’esercito. Lo ha annunciato su Twitter il premier belga, Alexander de Croo, precisando che “un’analisi più approfondita delle richieste” militari di Kiev “continua”.

L’Alleanza Nato è determinata a imporre costi alla Russia che isoleranno ulteriormente la Russia dal sistema finanziario internazionale e dalle nostre economie”, hanno aggiunto i leader occidentali.

Russia fuori dallo SWIFT

“Ci impegniamo di rimuovere le banche russe selezionate dal sistema di messaggistica SWIFT. Ciò garantirà che queste banche siano disconnesse dal sistema finanziario internazionale e danneggino la loro capacità di operare a livello globale”, hanno affermato i leader.

Il governo tedesco aplliciherà la misura alle “banche russe che sono già sanzionate dalla comunità internazionale e, ove necessario, ad altre banche russe”.

La rimozione dal sistema SWIFT di alcune banche sarà rivista nel caso in cui i prezzi dell’energia e del gas dovessero aumentare velocemente.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ieri in un messaggio su Twitter, dichiara di bloccare la banca centrale russa; in modo che, non possa utilizzare le riserve da 630 miliardi di moneta estera per finanziare l’esercito russo.

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